Introduzione
Con la diffusione della semaglutide (Ozempic® e Wegovy®) per la perdita di peso, la cosiddetta “Ozempic Face” (o “faccia da Ozempic”) è diventata un tema ricorrente sui social e sui media. Questo termine viene utilizzato per descrivere la marcata perdita di volume e tono del volto osservata in alcuni pazienti durante il trattamento. Ma si tratta davvero di un nuovo effetto collaterale del farmaco, o della conseguenza naturale di un dimagrimento rapido e consistente? In questo articolo vediamo cosa accade a collagene, elastina e tessuto adiposo quando il volume corporeo si riduce più velocemente di quanto la pelle riesca ad adattarsi, perché la velocità del calo ponderale, la perdita di massa muscolare, l’età e la genetica fanno la differenza, e quali strategie, dai cosmetici ai dispositivi a energia fino alla chirurgia, permettono oggi di intervenire in base alla gravità della lassità.
I nuovi pazienti che si rivolgono alla semaglutide (Ozempic® e Wegovy®), un agonista del peptide-1 simile al glucagone (GLP-1), per la perdita di peso, hanno catturato l’attenzione del mondo della medicina estetica e dei social media. Mentre Ozempic® è approvato esclusivamente per il trattamento di adulti con diabete mellito di tipo 2, Wegovy® è approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense per la gestione cronica del peso in pazienti con un indice di massa corporea (BMI) pari o superiore a 27 kg/m² e almeno una condizione correlata al peso (ad esempio, ipertensione, diabete di tipo 2, colesterolo) o in pazienti con un BMI pari o superiore a 30 kg/m². Sebbene quindi non tutte le formulazioni di semaglutide non siano approvate dalla FDA per la perdita di peso, questo principio attivo viene utilizzato a tale scopo poiché favorisce la perdita di peso rallentando lo svuotamento gastrico e aumentando il senso di sazietà. Parallelamente, il termine “faccia da Ozempic” ha monopolizzato i media con la crescente popolarità del farmaco. Questo termine viene utilizzato per descrivere la riduzione dei volumi facciali, in particolare a livello degli zigomi e delle guance, accompagnata da una maggiore evidenza dei solchi naso-labiali e da una perdita di tonicità cutanea, associate al rapido dimagrimento. Il risultato estetico è un aspetto più scavato, talvolta percepito come invecchiato rispetto alla condizione iniziale. Questo fenomeno ha posto al mondo sanitario la sfida di distinguere se si trattasse di un vero e proprio effetto avverso del farmaco oppure di una conseguenza naturale della rapida perdita di peso.
Cosa succede alla pelle dopo un dimagrimento rapido
Dopo un dimagrimento rapido e consistente, la pelle subisce uno svuotamento talmente veloce da superare la capacità di retrazione dovuta alla sua naturale elasticità. Poiché il volume corporeo diminuisce molto più velocemente rispetto ai tempi necessari alla cute per rimodellarsi, l’effetto finale è quello di una marcata lassità cutanea con la formazione di pieghe e “pelle in eccesso”.
Ma la pelle non “si ritira” semplicemente quando il grasso diminuisce; dopo un dimagrimento massivo, infatti, sono documentate diverse alterazioni a livello strutturale, che interessano i principali responsabili del sostegno cutaneo, ovvero il collagene e l’elastina del derma, e il tessuto adiposo sottocutaneo (o “ipoderma”). Il collagene, la proteina fibrosa più rappresentata nel derma, perde la sua caratteristica organizzazione tridimensionale e non riesce più a esercitare la sua funzione di “impalcatura” della pelle, provocando così il cedimento dei tessuti. L’elastina, la proteina fibrosa che permette alla pelle di estendersi e poi ritornare alla sua forma originaria, subisce un forte stress meccanico e perde la sua capacità di contrarsi, frammentandosi e rendendo la pelle ‘grinzosa’ e anelastica. L’ipoderma si svuota repentinamente con una marcata riduzione di volume delle cellule adipose, con conseguente “svuotamento” e flaccidità della pelle sovrastante. Queste alterazioni strutturali possono persistere anche dopo la stabilizzazione ponderale
Il farmaco c’entra davvero?
Dal punto di vista biologico, la semaglutide non danneggia direttamente la pelle e le sue componenti strutturali come il collagene o l’elastina, né ci sono prove convincenti di un’azione diretta e specifica dei farmaci di questa classe (agonisti del recettore del GLP-1) sul tessuto adiposo dermico. Studi clinici e revisioni sistematiche confermano che la lassità cutanea associata al cosiddetto “Ozempic body” o “Ozempic face” è la conseguenza meccanica e nutrizionale di un dimagrimento massiccio e ultrarapido, e non un effetto collaterale chimico specifico legato alla molecola. Tuttavia, esistono delle differenze documentate nel “come” e “quanto” si manifesta questa lassità rispetto a un dimagrimento tradizionale ottenuto con dieta equilibrata e attività fisica. Queste differenze sono dovute a diversi fattori, tra cui la velocità di svuotamento dei cuscinetti adiposi.
Velocità del calo e massa muscolare
Con dieta ed esercizio fisico, la perdita di peso è generalmente graduale e questo dà il tempo ai fibroblasti di riorganizzare la matrice extracellulare del derma, e alla pelle di riorganizzarsi di conseguenza. Con l’utilizzo del solo farmaco “dimagrante”, invece, il calo ponderale può essere drasticamente più veloce e importante, simile a quello della chirurgia bariatrica. Lo svuotamento repentino dei compartimenti adiposi profondi e superficiali (in particolare nel viso o nelle braccia) avviene così rapidamente da superare la capacità di ritorno elastico della pelle, lasciandola flaccida e svuotata. Un altro fattore da considerare è la massa muscolare; se alla dieta si abbina l’attività fisica, questa preserva o incrementa la massa muscolare, quindi anche se si perde grasso, il muscolo sottostante sostiene il tessuto cutaneo, riducendo l’effetto “pelle cadente”. Utilizzando esclusivamente il farmaco invece, la forte soppressione dell’appetito riduce drasticamente l’introito calorico complessivo e il paziente può perdere un’ampia quota di massa magra (muscolo). La perdita simultanea di grasso e muscolo priva quindi la pelle di qualsiasi sostegno interno, accentuando enormemente la lassità.
Il ruolo dei micronutrienti
Infine, il senso di sazietà e il rallentamento dello svuotamento gastrico legato ai farmaci di questa classe, possono portare a una netta riduzione dell’apporto di micronutrienti essenziali (aminoacidi, acidi grassi essenziali, vitamine); di questo risentono anche i fibroblasti, le cellule del derma, che non riescono a riparare attivamente l’impoverimento della matrice extracellulare dermica e il logoramento delle fibre.
Età e genetica
In sintesi, la pelle non riesce ad adattarsi al nuovo volume corporeo, e questa incapacità è ovviamente proporzionale al tempo e all’entità del dimagrimento, che restano determinanti importanti, oltre ad essere influenzata da altri fattori come l’età o la genetica. Con l’invecchiamento, infatti, diminuiscono fisiologicamente la proliferazione e l’attività dei fibroblasti, la sintesi di collagene ed elastina e la capacità di rimodellare la matrice extracellulare; aumentano invece la frammentazione delle fibre e l’attività delle metalloproteinasi; questo riduce il ritorno elastico e rende più probabile la lassità dopo una perdita di volume. Tuttavia, l’associazione non è assoluta; in alcuni studi la perdita di collagene non correla con l’età, suggerendo che altri fattori possono predominare. Per quanto riguarda la genetica, il contributo è probabilmente poligenico e difficilmente quantificabile individualmente. In pratica, possiamo dire che una persona giovane con buona qualità cutanea può adattarsi meglio al dimagrimento, ma l’età non predice da sola il risultato.
Cosa valuta il medico prima di intervenire
Il medico che si trova a valutare un eventuale trattamento volumizzante o chirurgico per la correzione di una lassità cutanea post – dimagrimento, sia esso legato a terapie farmacologiche che non, oltre ad attendere la stabilizzazione del peso per evitare sovra-correzioni, dovrà necessariamente considerare entità e durata del dimagrimento, e tutta una serie di aspetti e abitudini quali l’ esposizione solare , il fumo, la nutrizione, l’attività fisica, la massa muscolare, la presenza di smagliature o segni di fragilità connettivale.
Come si può intervenire e il ruolo dei cosmetici
Per rimediare allo svuotamento e alla lassità cutanea che seguono un rapido dimagrimento, si può intervenire a più livelli con protocolli personalizzati in base alle singole esigenze. L’obiettivo biologico è duplice: riattivare i fibroblasti per indurre la neocollagenesi (produzione di nuovo collagene) e ricompattare l’architettura dermica che si è logorata. I prodotti cosmetici aiutano sia in fase di prevenzione, per migliorare l’elasticità della pelle, che nel trattamento vero e proprio, agendo sulla qualità e la compattezza della pelle. Ovviamente non possono sostituire un trattamento dermatologico o chirurgico, poiché non penetrano direttamente fino a derma e ipoderma, ma sono sicuramente importanti per migliorare l’aspetto esterno della pelle e stimolare indirettamente l’attività dei fibroblasti (ingredienti come retinoidi e peptidi sono attivi in tal senso). Le armi più efficaci per combattere la lassità cutanea sono sicuramente i dispositivi a base di energia, che sfruttano il principio del calore controllato; quando il derma viene riscaldato a temperature comprese tra i 40°C e i 65°C, si verifica un’immediata contrazione delle fibre di collagene esistenti (effetto tightening immediato), seguita nelle settimane successive da una cascata infiammatoria che stimola i fibroblasti a produrre nuovo collagene di tipo I. Dispositivi come gli Ultrasuoni focalizzata ad alta intensità (HIFU), Radiofrequenze ( in particolare quelle frazionate a microaghi), i Laser frazionati e non ablativi per lo skin tightening, sono efficaci per il rimodellamento dermico e per risollevare e ricompattare in modo significativo i tessuti, soprattutto di viso, collo e braccia, in casi di lassità lieve e moderata, e offrono risultati anche superiori se combinati con iniettabili biostimolatori (come l’acido polilattico o l’idrossiapatite di calcio), che agiscono direttamente sul derma. Nei casi in cui la lassità è severa invece, e l’eccesso cutaneo è tale da ostacolare il movimento, l’abbigliamento o l’igiene, il trattamento chirurgico è il solo a poter correggere questa condizione.
Redazione AIDECO
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀In collaborazione con la Dr.ssa C. Bussoletti, dermatologa
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