Dermatite: DIC e DAC

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La dermatite da contatto è una malattia infiammatoria eczematosa della pelle. È causata da sostanze chimiche o ioni metallici che esercitano effetti tossici senza indurre una risposta delle cellule T (irritanti da contatto) o da piccole sostanze chimiche reattive che modificano le proteine ​​e inducono risposte immunitarie innate e adattative (allergeni da contatto). La dermatite da contatto può essere infatti di natura irritativa o allergica. La dermatite irritativa da contatto è una risposta non specifica della pelle al danno chimico diretto che induce un rilascio di mediatori dell’infiammazione prevalentemente dalle cellule epidermiche, mentre la dermatite allergica da contatto è una reazione di ipersensibilità ritardata (tipo 4) agli antigeni da contatto esogeni.

I sintomi della dermatite irritativa da contatto (DIC) possono includere bruciore, prurito e dolore, in particolare all’inizio del decorso clinico, mentre il prurito è più comune nella dermatite allergica da contatto (DAC).

Sia la DIC che la DAC possono presentarsi con tre modelli morfologici:

Fase acuta: eritema, edema, essudazione, formazione di croste, vescicole o pustole

Fase subacuta: croste, squame e iperpigmentazione

Fase cronica: lichenificazione (ispessimento e ingrigimento della pelle).

Le mani sono la sede più comune di DAC, essendo, come facilmente intuibile, più esposte al contatto con agenti potenzialmente allergenici.

Tutti gli individui sono a rischio di sviluppare una DAC; i fattori di rischio per questa dermatite comprendono l’età, l’occupazione (tra i lavororatori, soprattutto i metalmeccanici, gli operatori sanitari, gli operai edili, gli addetti a ristorazione e pulizie, i parrucchieri) e la storia di dermatite atopica.

Fino a poco tempo fa si credeva che la dermatite allergica da contatto fosse rara, purtroppo i dati indicano che è molto comune e colpisce quasi il 20% dei bambini; nel complesso, è più comune nelle persone con i capelli rossi e la pelle chiara e nelle donne, che hanno maggiori probabilità di sviluppare DAC a causa del maggiore utilizzo di gioielli e profumi.

Gli allergeni che comunemente causano una DAC includono infatti:

  • Nichel, il metallo più comune presente nei gioielli e negli accessori metallici, una delle principali cause di DAC
  • Parafenilendiammina (PPD) presente nelle tinture per capelli; una causa comune di DAC sul cuoio capelluto, viso, orecchie
  • Coloranti di tessuti (disperso rosso, disperso blu…)
  • Essenze profumate (limonene, geraniol, oli essenziali…)
  • Conservanti (KathonCG, Euxyl K400, alcuni parabeni…)
  • Diversi farmaci, tra cui:

Neomicina e Bacitracina applicate sulle aree della dermatite da stasi e sulle ulcere delle gambe, possono essere causa di DAC su gambe e piedi

Neomicina topica e corticosteroidi topici, possono portare a DAC in pazienti con otite esterna

Nelle donne con lichen scleroatrofico, la benzocaina applicata per il prurito anale e vulvare può provocare DAC

Ma quale è stato l’ultimo allergene che ha ‘vinto’ il premio come allergene dell’anno?

Ogni anno infatti, una prestigiosa associazione americana che si occupa di dermatiti da contatto, accende i riflettori su una particolare sostanza, un allergene molto comune, magari sottostimato, che merita più attenzione perché può causare dermatiti rilevanti.

A sorpresa, nel 2023, è stata la lanolina ad essere nominata ‘allergene dell’anno’ dall’American Contact Dermatitis Society.  In realtà, l’allergia alla lanolina è ben nota ai dermatologi da decenni.

La lanolina è una miscela di lipidi derivata dal sebo della pecora che si accumula sul vello lanoso come protettivo ed emolliente; dal punto di vista chimico, è una miscela complessa di esteri ad alto peso molecolare, alcoli alifatici, steroli, acidi grassi e idrocarburi simile al grasso. Essa è ottenuta per estrazione e purificazione dalla lana; la purificazione della lanolina grezza in cera di lanolina e la lavorazione di questa cera in vari derivati ​​iniziarono nel 1882 e continuano ancora oggi con le nuove lanoline anidre altamente purificate. Nei prodotti a base di lanolina altamente purificata, vengono rimossi i residui di pesticidi e detergenti e gli alcoli liberi naturali vengono ridotti al di sotto dell’1,5% per migliorare la sicurezza e ridurre il potenziale allergico.

La lanolina viene ampiamente utilizzata per le sue proprietà emollienti e si trova diffusamente nei prodotti per la cura della persona e nei cosmetici (creme idratanti ad esempio, ma anche saponi o prodotti per il make-up); tradizionalmente, veniva usato localmente per trattare i capezzoli doloranti e screpolati durante l’allattamento.

La controversia sull’ allergenicità della lanolina iniziò negli anni ’20 e rimane ad oggi oggetto di discussione. Nonostante si ritenga che la lanolina sia un raro sensibilizzante nei pazienti con pelle sana – è un cosiddetto ‘allergene debole-, e la frequenza delle allergie da contatto nella popolazione europea sia pari allo 0,4%, i soggetti con condizioni infiammatorie croniche della pelle corrono un rischio maggiore di DAC alla lanolina. L’allergia alla lanolina sembra infatti colpire principalmente individui dermatologicamente ‘vulnerabili’, come quelli con eczemi già preesistenti. È anche più probabile che queste popolazioni acquistino un prodotto contenente lanolina e si presentino a un dermatologo con una “riacutizzazione dell’eczema”.

Tra le condizioni concomitanti ad alto rischio ci sono dermatite da stasi, ulcere delle gambe, dermatite perianale/genitale e dermatite atopica. Anche i bambini e gli anziani corrono un rischio maggiore di sviluppare un’allergia da contatto alla lanolina, in parte a causa di possibili comorbidità (rispettivamente dermatite atopica e dermatite da stasi/ulcere alle gambe)

La presentazione dell’allergia alla lanolina non è di semplice interpretazione; in alcuni casi, si manifesta con aree eczematose che compaiono entro diversi giorni dal contatto, in altri la dermatite apparirà solo nelle aree in cui la pelle è già infiammata o altrimenti compromessa, e non in aree di pelle ‘normale’ nonostante siano state esposte in modo simile.  

La/e preparazione/i del patch test più appropriata per rilevare l’allergia rimane controversa. Il rilevamento di dermatite da contatto indotta dalla lanolina nella pelle eczematosa mediante patch test, può portare a risultati falsi negativi su pelle normale. Al contrario, i pazienti con un patch test positivo alla lanolina possono tollerare l’uso della lanolina sulla pelle normale.

In ogni caso, sarà importante per questi pazienti leggere attentamente l’etichettatura dei cosmetici ed evitare quelli contenenti lanolina e suoi derivati (alcoli della lanolina come alcol cetilico, cerilico, stearilico, che sono la frazione più allergizzante della lanolina stessa).

Può accadere che gli individui allergici alla lanolina chiedano informazioni su indumenti e filati di lana, ma non sembrano esserci validi motivi per evitarli. In realtà infatti, i pazienti allergici alla lanolina non devono evitare la lana a causa della loro allergia; tuttavia, è possibile che individui con dermatiti varie o anche dermatologicamente ‘normali’, indossando la lana, possano avvertire una sensazione di prurito. Questa sintomatologia non è mediata dallo stesso meccanismo della dermatite allergica da contatto; si ritiene invece che le fibre più grossolane di alcune lane possano stimolare direttamente i meccanocettori che si trovano sulla pelle, determinando così la sensazione di prurito.  Si tratta quindi di una reazione aspecifica, non mediata dal sistema immunitario.

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO

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