SCHEER – Questioni ambientali emergenti che incidono sulla transizione verso l’economia circolare nell’UE

SCHEER – Questioni ambientali emergenti che incidono sulla transizione verso l’economia circolare nell’UE 150 150 Aideco

La Direzione Generale dell’Ambiente (Directorate-General for Environment DG ENV – Servizio della Commissione Europea) ha evidenziato la necessità far luce su quali siano le questioni ambientali da affrontare nell’Unione Europea e, insieme all’Environment Knowledge Community (EKC), ha istituito un sistema di previsione per l’identificazione sistematica dei problemi ambientali emergenti definito “FORENV”.

Il programma FORENV (BOX 1), che si svolgerà nel periodo tra novembre 2024 e novembre 2025, ha come obiettivo quello di identificare, caratterizzare e valutare le questioni emergenti che possono rappresentare rischi o opportunità per l’UE.

Il FORENV ha come scopo ultimo quello di comunicare quanto emergerà dall’analisi ai responsabili delle politiche e ad altre parti interessate, incoraggiando l’adozione di azioni appropriate e tempestive che consentano di prevenire o gestire efficacemente i rischi emergenti e garantire che siano individuate e sfruttate le possibili opportunità.

La Commissione Europea ha richiesto allo SCHEER (Scientific Committee on Health, Environmental and Emerging Risks) di intervenire nel programma FOREVN ed esaminare quindi le tesi fornite dall’ENV (Environment) attraverso la caratterizzazione di diverse problematiche o questioni relative agli sviluppi che potrebbero avere impatti positivi o negativi riguardo la transizione verso l’economia circolare nell’UE entro la fine di luglio 2025.

Il numero delle questioni rilevate dipenderà dalla loro natura, in quanto lo SCHEER si occuperà di quelle attinenti alla salute, mentre il Comitato Scientifico dell’AEA (Agenzia Europea dell’Ambiente) tratterà quelle prettamente ambientali. Lo SCHEER dovrà fornire il suo parere nell’ottobre 2025.

BOX 1 – FORENV: Sistema di previsione per l’identificazione sistematica dei problemi ambientali emergenti

È possibile raggiungere la neutralità climatica nell’UE?

La competitività, la resilienza e la neutralità climatica dell’Unione Europea dipendono dall’uso efficiente e circolare delle risorse chepossono contribuire a ridurre i costi per le imprese manifatturiere, che spesso spendono più del doppio per le materie prime rispetto al lavoro o all’energia necessari.Inoltre, le imprese dell’UE importano molte materie prime da paesi terzi, il che le rende vulnerabili alla volatilità dei prezzi, alla concorrenza e alle carenze dell’offerta, che potrebbero essere attenuate dalla progettazione circolare, dal riutilizzo e dal riciclaggio all’interno dell’UE.

Le soluzioni circolari sono un requisito necessario per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050; si stima infatti che possa essere raggiunta almeno il 20-25% della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra mediante pratiche circolari.

L’Unione Europea ha già implementato da diverso tempo diverse misure per facilitare la transizione verso un’economia circolare, attraverso il Piano d’Azione per l’Economia Circolare (CEAP) e altre iniziative specifiche, come ad esempio la strategia UE per i tessili, la direttiva sui rifiuti alimentari e tessili, sulla plastica monouso, il regolamento sulle batterie, sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, il regolamento sui veicoli fuori uso, il regolamento sulle spedizioni di rifiuti, la raccomandazione su un quadro europeo di valutazione per le sostanze chimiche e i materiali sicuri e sostenibili fin dalla progettazione. Non solo, anche il regolamento sull’Ecodesign for Sustainable Products (ESPR), fornisce una panoramica su come migliorare in modo significativo la circolarità del ciclo di vita, le prestazioni energetiche e altri aspetti della sostenibilità ambientale di quasi tutti i prodotti immessi sul mercato UE.

Il percorso verso l’economia circolare sarà sicuramente influenzato da nuovi sviluppi tecnologici, economici e sociali/comportamentali, nonché dal contesto internazionale. Questi cambiamenti potrebbero incidere sul modo in cui progettiamo le abitazioni, come ci vestiamo, ci muoviamo e produciamo energia, migliorando allo stesso tempo la qualità della vita e la salute umana, la conservazione delle risorse naturali e della biodiversità, favorendo in tal modo l’accettazione sociale dei cambiamenti, al fine di migliorare l’efficienza delle risorse e affrontare la scarsità di alcune materie prime e altre risorse.

Tutto ciò sarà influenzato anche dagli effetti del cambiamento climatico, oltre che dall’evoluzione dei valori e delle norme sociali. Pertanto, per l’elaborazione di specifiche questioni emergenti, la domanda chiave è: quali sviluppi ambientali, sociali, economici, geopolitici, tecnologici e digitali emergenti potrebbero avere impatti positivi o negativi sulla transizione verso l’economia circolare nell’UE?

Per saperne di più: https://health.ec.europa.eu/document/download/b8535671-5cc8-497d-945c-d15bd2cd2442_en?filename=scheer_q_034.pdf

⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀Redazione AIDECO
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀In collaborazione con la Dr.ssa B. Basso, cosmetologa