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Ultimi scampoli di mare: attenti alla protezione


Non c'è niente di meglio di un'ultima fuga al mare, ma bisogna sempre fare attenzione alla pelle. I consigli del dermatologo Leonardo Celleno

Qual è la protezione più adatta a ognuno di noi? Il colore degli occhi, dei capelli e l’incarnato possono esserci molto d’aiuto in questa scelta, perché in grado di identificare dei modelli di pelle, chiamati fototipi, capaci di stabilire la nostra soglia di fragilità al sole.

Leonardo Celleno è dermatologo, direttore del Centro di ricerche cosmetologiche dell’Università Cattolica di Roma (puoi chiedergli un consulto qui).

Le protezioni
Esistono sei fototipi e tanto più alto è il fototipo, maggiore è il tempo consentito di esposizione al sole prima che insorgano effetti indesiderati come eritema e ustioni solari. A incarnati diversi corrispondono creme solari con fattori protettivi differenti.

Un soggetto con pelle chiara, capelli rossi e occhi chiari, ad esempio, deve applicare una protezione molto alta per tutta la durata della vacanza, mentre un fototipo più alto, tipicamente mediterraneo, può iniziare con una Spf 50 per poi andare a scalare nei giorni successivi.

A prescindere, però, dal tipo di pelle vi sono degli accorgimenti che valgono per tutti, necessari affinché non si subiscano gli effetti negativi dei raggi ultravioletti.
Stendere la crema prima di arrivare in spiaggia e in abbondante quantità: non è una crema idratante e per tanto non deve essere assorbita ma formare uno strato protettivo e omogeneo sulla pelle.
Riapplicarla dopo aver fatto il bagno o dopo aver sudato.
Stare sotto l’ombrellone nelle ore più calde.
Anche se si è già abbronzati utilizzare un solare con fattore protettivo: la tintarella sarà più uniforme e duratura.

E per i bambini?
Ogni membro della famiglia dovrebbe avere un prodotto ad hoc, in particolare i più piccoli la cui pelle è particolarmente delicata. Prima dei 4 anni il sistema naturale di difesa dei tessuti non è ancora completo. È fondamentale, pertanto, usare creme solari specifiche per bimbi con Spf 50, resistenti all’acqua e al sudore.

Sono prodotti creati con filtri fisici, costituiti da minuscole particelle minerali che riflettono i raggi solari, impedendo loro di raggiungere l’epidermide. Proprio perché respingono allo stesso modo sia le frequenze Uva sia quelle Uvb, i filtri fisici sono raccomandati anche alle persone soggette ad allergie e dalla pelle particolarmente sensibile.

E se da una parte le mamme possono utilizzare la protezione solare dei loro bambini, nonostante sia un po’ pastosa e meno gradevole dal punto di vista estetico, dall’altra le creme per gli adulti sono sconsigliate per i più piccoli perché spesso a base di filtri chimici: sono molecole sintetiche che agiscono assorbendo e «intrappolando» le radiazioni del sole, trattenendone l’energia. I prodotti più diffusi, se a base di soli filtri chimici, proteggono dagli Uvb nelle misure indicate dal fattore di protezione solare (Spf), ma devono proteggere anche dagli Uva precisandone il grado offerto per questa parte della radiazione solare.

Fonte: OK SALUTE E BENESSERE