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LA CELLULITE

VI PARTE: INDAGINI STRUMENTALI

Il riscontro diagnostico  strumentale è d’obbligo poiché consente di porre una diagnosi di presunzione e può offrire utili indicazioni per la prognosi e per l’eventuale successo dei trattamenti proposti. Di fronte ad un processo cellulitico al primo e al  secondo stadio, la domanda che  va risolta di prima istanza è se si tratta di una forma “pura” di adiposità localizzata o se invece coesistano già i primi segni di una “turba” microcircolatoria distrettuale da stasi, con edema, lipoedema ed iniziale modificazione del volume e della velocità di flusso capillaro-venulare. Mentre negli stadi avanzati della PEFS, l’indagine strumentale rappresenta una conferma della diagnosi, essa è invece d’obbligo nelle fasi iniziali o precliniche, quando ci troviamo di fronte ad una situazione insufficientemente probante  sul piano semeiologico clinico.

L’ indagine strumentale deve essere considerata un completamento della semeiotica clinica, che confermi o ponga in dubbio gli elementi emersi dall’esame obiettivo.Tra le diverse metodiche nello studio della cellulite si evidenziano:

  • la termografia, un esame che basa l'indagine sulla sensibilità delle piastre a cristalli liquidi che sono utilizzate, in grado di rilevare il gradiente calorimetrico della pelle: esse cambiano di colore ed evidenziano le possibili differenze cromatiche. Facendo aderire sulla pelle una lastra fotografica speciale, questa resta impressionata da macchie di colore diverso a seconda della temperatura delle varie zone. L'immagine termografica consente di tracciare la mappa locale del circolo sanguigno e di scoprire con precisione i cuscinetti cellulitici;
  • la xerografia, decisamente poco usata, ma abbastanza significativa,  la xerografia è un procedimento radiografico a secco, che sfrutta la capacità dei raggi X di influenzare uno strato di selenio, posto su una placca di alluminio caricata elettricamente, e in seguito a ciò di produrre un’immagine che viene evidenziata da un rivelatore in polvere, per lo più di colore blu.La xerografìa è utilizzata  per lo studio della rete venosa degli arti e delle strutture muscolo tendinee.
  • l’ ecografia, utilizzata molto in campo medico, rappresenta un valido aiuto nella diagnosi della cellulite. E’ una tecnica che sfrutta gli ultrasuoni, che sono degli impulsi sonori ad elevata frequenza e di bassa intensità. Sono utilizzati di preferenza apparecchi muniti di una sonda lineare da 7.5 MHz, con l’interposizione di un distanziatore di superficie . 
A sua volta, il tessuto adiposo può presentarsi:    
  • aumentato di spessore(la misura va presa dall’epidermide alla fascia muscolare)
  • edematoso
  • fibrotico
  • nodulare (si formeranno micro e macronoduli)

Con l’ecografia del tessuto adiposo possiamo differenziare, non soltanto un’Adiposità Distrettuale localizzata (AD) da una Pannicolopatia edemato-fibrosclerotica (PEFS), ma studiare quest’ultima. L’ecografia può essere impiegata anche nel corso di interventi di liposuzione, in quanto importante per il posizionamento delle sonde aspiranti e per la valutazione dell’edema post-operatorio. Possiamo così concludere che ciò ci permette di scegliere correttamente il tipo di intervento terapeutico e di fare una prognosi sul possibile risultato.