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L’ACNE: GRAVE DISAGIO GIOVANILE E NON SOLO

lesioni acneiche

L’acne è una malattia infiammatoria molto diffusa che interessa il follicolo pilosebaceo, annesso cutaneo composto dal follicolo pilifero e dalla connessa ghiandola sebacea. Solitamente insorge durante l’adolescenza quando, l’aumentata attività ormonale, induce importanti modifiche a livello del follicolo pilo-sebaceo che, se predisposto geneticamente, svilupperà una ipercheratosi nella sua porzione infundibulare e risponderà con un’aumentata produzione di sebo.

A lungo andare questi processi ostruiscono il canale di sbocco da cui fuoriesce il sebo. Questo, non riuscendo ad uscire sulla superficie cutanea, ristagnerà all’interno della ghiandola sebaceaed il sebo verrà colonizzato da batteri che scinderanno i lipidi presenti con i loro enzimi,rendendoli irritanti.

 

Nell’eziopatogenesi dell’acne, gioca un ruolo fondamentale il Propionibacteriumacnes, un batterio che fa parte della flora cutanea e normalmente si trova nei follicoli pilo-sebacei di ogni individuo. Neri pazienti acneici, questo batterio passerà dalla forma saprofita a quella patogena, innescando processi infiammatori che porteranno allo sviluppo delle lesioni acneiche. Cominceranno allora ad apparire i comedoni (i famosi punti neri). La mancata fuoriuscita del sebo si affiancherà al proseguimento della sua produzione da parte della ghiandola sebacea. Se l’ostruzione permane ed il comedone “non si apre”, si arriverà ad una rottura del follicolo occluso dal sebo ed all’evoluzione delle lesioni in papule e pustole e poi noduli e cisti.

Tutto questo si accompagnerà ovviamente adimportanti conseguenze psicologiche: le persone che ne soffrono spesso provano disagio e vergogna del loro aspetto fisico che talvolta sfocia in un vero e proprio stato depressivo e che le porta poi ad isolarsi.

Dunque l’acne non è solo un inestetismo, è in realtà una malattia dalle importanti conseguenze e per curarla è necessario rivolgersi ad un dermatologo che stabilisca le terapie più idonee.

LA TERAPIA MEDICA: La terapia farmacologica dovrà essere impostata sulla base dello stadio clinico in cui si trova la malattia:

  • I STADIOACNE COMEDONICA: in questa prima fase sarà possibile avvalersi della sola terapia topica, utilizzando cheratolitici come ad esempio l’acido salicilico echeratomodulatori quali alfa-idrossiacidi. Nell’acne comedonica viene spesso impiegato anche il benzoil perossido, per le sue azioni cheratolitiche e antibatteriche, e l’acido azelaico al 20% con azione cheratolica e blandamente antinfiammatoria. I retinoidi topici, dall’acido trans-retinoico(tretionina) all’acido cis-retinoico (isotretionina), sino ai retinoidi sintetici, risulteranno utili sia per l’azione comedolitica che per quella sebo-regolatrice.
  • II STADIOACNE PAPULO-PUSTOLOSA DI LIEVE ENTITÀ: se le lesioni non sono gravi e numerose, si potrà tentare con la terapia topica sopra descritta. Se non farà effetto, si dovrà ricorrere all’utilizzo di antibiotici topici quali: eritromicina, clindamicina, a concentrazioni variabili dall’1 al 4%, presenti in varie forme farmaceutiche quali creme, gel, lozioni.

Qualora la terapia topica risulterà inefficace, sarà necessario intervenire con terapia sistemica. I farmaci da preferire sono gli antibiotici tra cui: tetraciclina a basso dosaggio (500-1000 mg/die), la minociclina (100-200 mg/die) e la doxiciclina (50-100 mg/die). La somministrazione degli antibiotici andrà evitata in caso di bambini al di sotto degli 8 anni e nelle donne in stato di gravidanza; possono inoltre indurre effetti collaterali quali foto-sensibilizzazione, candidosi, disturbi digestivi ed inoltre interferiscono con l’effetto degli anticoncezionali.

  • IIIe IV STADIO ACNE PAPULO-PUSTOLOSA DI MEDIA E GRAVE ENTITÀ E NODULO-CISTICA: in questa fase sarà necessaria la terapia sistemica. Se gli antibiotici non saranno sufficienti, risulterà necessaria la terapia a base di retinoidi sistemici (isotretionina) che agiscono sul differenziamento epidermico, sull’infiammazione e sull’iperseborrea. La posologia varia da 0,5 mg/kg/die per 4-8 mesi a 1-1,5 mg/kg/die a cicli di 1-2 settimane/mese. L’uso dei retinoidi sistemici è controindicato nelle donne in età fertile per via del loro effetto teratogeno; ragion per cui sarà necessario informare bene paziente e genitori (in caso di ragazze minorenni). Solitamente si può associare la pillola anticoncezionale che ha già di per sé un’azione terapeutica, agendo come antagonista degli ormoni androgeni; è invece sconsigliato l’uso di progestinici per la loro attività estrogeno-simile. Quando l’acne è caratterizzata anche da disendocrinismi manifesti e che si presentano con micropolicistosi ovarica anche per l’alterazione degli ormoni plasmatici o del loro carrier, è necessario l’intervento di un ginecologo che affianchi il medico dermatologo nella terapia.

IL TRATTAMENTO COSMETOLOGICO: in caso di acne, il cosmetico ha principalmente quattro obiettivi:

  • COMPLETARE E COADIUVARE LA TERAPIA MEDICA: attraverso prodotti che esplichino un’attività comedolitica (ad esempio con cosmetici in grado di veicolare l’acido salicilico o alfa-idrossiacidi), attività di controllo della carica microbica (ad esempio con clorexidina, il climbazolo, acido undecilenico) ed un’attività sebonormalizzante(ad esempio con sostanze  quali l’acido azelaico, amminoacidi solforati o sostanze di origine vegetale come la SerenoaRepens o caolino, ossido di zinco e di titanio, sali di zinco e molti altri).
  • RIDURRE I POSSIBILI EFFETTI COLLATERALI DELLE TERAPIE FAMACOLOGICHE: alcuni farmaci utilizzati nella terapia dell’acne, possono provocare infiammazione e desquamazione. Il cosmetico in questo caso dovrà non solo svolgere un’azione lenitiva ed antinfiammatoria, ma anche ripristinare l’alterata funzione barriera della pelle. Una sostanza molto utilizzata è l’acido 18-beta glicirretico, ricavata dalla pianta della liquirizia (Glycyrrhiza glabra).
  • RIPRISTINARE IL BUONO STATO FISIOLOGICO DELLA PELLE: questa funzione è affidata soprattutto a sostanze come le ceramidi e gli acidi grassi insaturi, in grado di ricostituire il deficit lipidico, per rafforzare la barriera cutanea e la coesione cellulare. Ripristinare l’efficienza della barriera epidermica contribuirà a migliorare anche l’idratazione cutanea.
  • SVOLGERE LE NECESSARIE AZIONI IGIENICO/COSMETICHE, ANCHE IN CASO DI ACNE: Nei pazienti acneici è molto importante anche detergere con cura ed in modo idoneo la pelle. La detersione dovrà contrastare l’eccessiva produzione di sebo e nel contempo svolgere un’attività di controllo sulla carica microbica. Sul mercato sono presenti moltissimi prodotti, di detergenza e trattamento, indicati per “pelli a tendenza acneica”, alcuni dei quali sono formulati con sostanze ad azione “antibatterica” quali ad esempio climbazolo, clorexidina, etc, oltre che sostanze ad azione cheratomodulante e sostanze ad azione lenitiva/decongestionante.

Accanto ai farmacied al fondamentale supporto cosmetologico, una volta risolta la fase infiammatoria e per correggere i danni estetici determinati da questa patologia, possono essere di valido ausilioalcuni metodi estetici non invasivi, come la Radiofrequenza e la Luce pulsata.

La Luce pulsata, conosciuta soprattutto per la l’eliminazione definitiva dei peli superflui, è un trattamento non invasivo basato sull’emissione di fasci di luce ad alta frequenza che in caso di acne, agiscono regolarizzando la produzione di sebo e contrastando la proliferazione dei batteri responsabili di questa malattia (come ad esempio ilPropionibacteriumacnes). Con questa metodologia è possibile anche promuovere una riduzionedegli antiestetici esiti cicatriziali che questa malattia può lasciaresulla pelle, specialmente quando si presenta nelle forme più gravi.Le sedute, il cui numero viene stabilito dal medico in base alle condizioni del paziente, sono indolori e non determinanoeffetti collaterali.

Analoghi sono gli effetti della Radiofrequenza, anch’essa metodica non invasiva, che generando un aumento di temperatura nei tessuti cutanei, aiuta a stimolare i fibroblasti a produrre nuove fibre collagene, contribuendo a rendere meno evidenti le fastidiose cicatrici post-acne. Inoltre il calore generato dalla Radiofrequenza esercita un’azione sebo-normalizzante, mentre contrasta la flora batterica coinvolta nella patogenesi dell’acne.

Non esistono “trattamenti miracolosi” per l’acne, esistono solo percorsi che, quando associati ad una terapia medica, possono completarne l’azione.