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IL FREDDO … SULLA BOCCA DI TUTTI !

Quante volte ci capita di incrociare, camminando per strada nei mesi invernali, persone che mostrano un rossore persistente intorno alla bocca, e per questo sono costrette a coprirsi con sciarpe alzate  fino al naso per nascondere il viso? Sicuramente ne conosciamo qualcuna, o magari, a volte, è capitato anche a noi di soffrire di fastidiosi arrossamenti attorno alle labbra, che abbiamo sottovalutato e neanche curato.

Le labbra sono un distretto molto sensibile e delicato, e  facilmente soffrono il freddo e le basse temperature; infatti spesso, durante la stagione invernale, possono screpolarsi,  e formare  piccole pellicine che, se rimosse, lasciano il posto a fissurazioni lineari più o meno profonde, comunque dolorose..

La sensazione di secchezza che si crea spinge solitamente a leccarsi ripetutamente le labbra per idratarle con la saliva, ma la composizione chimica di quest’ultima non aiuta in realtà a reidratarle, anzi,  si instaura un circolo vizioso, per cui le labbra si seccano ulteriormente, determinando, a volte, la comparsa di una vera e propria dermatite periorale irritativa.

Tra il labbro superiore e il naso, e nella zona del mento, può comparire una macchia rossastra o brunastra,  a confini netti, disidratata e finemente desquamante, che provoca bruciore o dolenzia.  Il contatto di questa zona con  cibi caldi o freddi può creare disagio,  ma anche ridere o parlare può diventare difficoltoso.

Inoltre, non da sottovalutare, è il pericolo di infezioni che possono complicare questo quadro.

Infatti, le ferite sulle labbra e la dermatite in zona periorale indicano che la pelle sta perdendo la sua funzione di barriera verso l’ambiente esterno, e questa alterata funzionalità la rende aggredibile da parte di agenti fisici (basse temperature, vento) ma anche biologici, come batteri e funghi.

La possibilità di infezione  può arrivare dalle mani sporche (soprattutto nei bambini)  o anche,  più semplicemente, dalle secrezioni che scendono dal naso durante un raffreddore. In questi casi, a indicare un’infezione attiva, possono formarsi delle crosticine giallastre, adese alla pelle e un gemizio sieroso che tende a cristallizzare. Questa sovra infezione può assumere le caratteristiche di una vera e propria impetigine e allora necessiterà di una terapia antibiotica locale o, nei casi più severi, anche sistemica.

La dermatite periorale irritativa è un quadro piuttosto comune, frequentemente riscontrabile in inverno a tutte le età, ma che interessa principalmente i bambini. Essa fa parte di un quadro nosologico più ampio, che viene indicato genericamente come "dermatite periorale".

La dermatite periorale è  una malattia della pelle non ancora ben nota e delineata, tanto da essere definita dall’unico criterio  che la può identificare con certezza: la zona in cui si sviluppa, che è la parte del volto intorno alla bocca.

La dermatite periorale si presenta come un'eruzione di papule eritematose, più raramente di pustole e papulo-vesciche (cioè lesioni a contenuto sieroso o purulento), nella zona intorno alla bocca. Il quadro inizia solitamente come un semplice arrossamento per poi proseguire come un eczema vero e proprio (quindi una dermatite infiammatoria), con desquamazione su sfondo eritematoso e secchezza intensa che tende a cronicizzare nel tempo. Infatti spesso i pazienti, dopo aver tentato varie automedicazioni, consultano diversi dermatologi.

Generalmente questa dermatite  risparmia il vermiglio (cioè il contorno delle labbra) e viene tipicamente risparmiata una striscia sottile di cute attorno ad esso; le zone più colpite sono  il filtro labiale e il mento, fino ai solchi naso-genieni; nei casi più severi l’estensione può aumentare, oltrepassando i solchi naso-genieni  e arrivando fino agli zigomi.

Per quanto riguarda la diffusione nella popolazione generale, questo tipo di dermatite è piuttosto comune e viene più frequentemente riscontrato nelle donne rispetto agli uomini, e in una fascia di età giovane adulta, con un picco di incidenza  tra i 30 e i 40 anni.

Il prurito è spesso presente in fase iniziale e precede solitamente la comparsa dell’eritema che tende a persistere nel tempo; può essere presente anche un fastidioso bruciore più o meno intenso, che solitamente diventa più acuto se il clima è particolarmente freddo e secco.

La dermatite periorale vera è una patologia non ancora ben definita in campo medico dal punto di vista sia clinico che eziologico; spesso viene confusa, anche dallo specialista, con una forma di Rosacea o di Dermatite seborroica. Alcuni autori ritengono che a causare o a concorrere allo sviluppo della dermatite periorale ci sia in realtà una DIC (Dermatite Irritativa Cronica) o una DAC (Dermatite Allergica Cronica), ma le cause  sono ancora  dibattute e controverse.

Tra le tesi più accreditate c’è quella che  possa essere l’uso di cosmetici (per questo sarebbe più frequente nelle donne), in particolare di alcuni ingredienti particolarmente irritanti come il sodio lauril solfato, tensioattivo utilizzato in shampoo, detergenti, dentifrici etc., l’isopropilmiristato, la vaselina, la paraffina etc.

Tra le altre ipotesi eziologiche troviamo:

  • disturbi intestinali quali malassorbimento di varia natura, positività per Helicobacter pylori;
  • disendocrinia degli ormoni sessuali (clinicamente può esserci dismenorrea);
  • presenza di  batteri (Bacillus fusiformis)
  • infezione da Candida Albicans,
  • presenza di acari (Demodex folliculorum) come nella Rosacea

La presenza di agenti infettivi di varia natura, è comunque suggerita dal fatto che, nella maggior parte dei casi, questi quadri si risolvono dopo terapia antibiotica o antimicotica; questo inoltre supporta la tesi che non si tratti di una semplice sovra-infezione di una dermatite eczematosa  sottostante, ma piuttosto di un eczema provocato e sostenuto proprio da questi agenti infettivi.

Molto spesso inoltre, nella pratica clinica, si riscontra una base psicosomatica del soggetto in questione, che appare ansioso o francamente depresso.

La dermatite periorale risulta solitamente difficile da trattare, e spesso richiede diversi mesi di trattamento. Le recidive sono molto comuni, anche a distanza di mesi dall’episodio precedente, e scoraggiano il paziente che ricorre all’automedicazione. Perciò è opportuno curare la fastidiosa sintomatologia con la massima attenzione, valutando caso per caso le possibili concause, e tenendo in considerazione la complessità dell’origine di tale disturbo. La maggior parte delle dermatiti periorali è comunque auto-limitante, a patto che se vengano interrotte le possibili recrudescenze, solitamente dovute all’utilizzo di cosmetici o al ricorso, senza consiglio medico, di  corticosteroidi topici (la sospensione di qualsiasi trattamento è  detta “terapia zero”, e in caso di dermatite periorale, spesso funziona!).

Tra le terapie più comunemente utilizzate, riportiamo di seguito i farmaci che hanno mostrato, oltre a discreti successi clinici, anche un razionale scientifico solido.
Tra i farmaci topici, cioè applicabili localmente, i primi tre sono quelli considerati ‘di prima linea’ e più raccomandati dalle linee guida:

  • Metronidazolo
  • Eritromicina
  • Pimecrolimus


Sono però anche molto utilizzati, spesso con buoni risultati, altri farmaci come:

  • Tacrolimus
  • Clindamicina
  • Antimicotici
  • Creme barriera (Ossido di zinco, anche se a volte può peggiorare la secchezza)


Se la condizione è severa, il medico può prescrivere anche antibiotici per via orale. Gli antibiotici usati per il trattamento di questa condizione sono tetracicline (considerate il trattamento di prima linea per anni), doxiciclina, minociclina o eritromicina,  metronidazolo sistemico, antimicotici.

Nelle forme chiaramente legate a fattori ormonali, viene consigliato  il riassetto endocrinologico. Inoltre si possono prescrivere dei tranquillanti, che possono aiutare le terapie farmacologiche, in quei particolari casi aggravati dalla componente psicosomatica.

E’ da sottolineare che l’uso scorretto di steroidi topici (cortisone- non solo creme, anche spray per inalazione come quelli per l’asma) può determinare sia l’insorgenza che il peggioramento del quadro clinico.

In genere si consiglia anche di seguire semplici accorgimenti nella vita quotidiana, come quello di evitare l’esposizione diretta al sole, al vento, a temperature fredde,  il contatto con  cibi molto caldi o freddi, e di evitare l’utilizzo di dentifrici contenenti fluoro, per la sua capacità irritante.

Una volta risolta la fase acuta del problema, si può  iniziare un trattamento reidratante e ristrutturante per ripristinare la normale fisiologia e funzionalità della pelle nella zona interessata. I principi attivi maggiormente indicati sono emollienti e ricostituenti la funzione barriera, come ad esempio  la vitamina E e i sui derivati, il burro di Karitè e la cera bianca d’api.   Se la pelle si presenta particolarmente secca e disidratata, si tende ad evitare l'applicazione di prodotti contenenti ossido di zinco perché può peggiorare la secchezza. Gli stessi principi attivi possono essere usati anche per prevenire l'insorgenza della dermatite alle labbra e di quella periorale indotta dal freddo. Dal punto di vista puramente cosmetologico, è preferibile scegliere  formulazioni in balsamo e/o unguento perché più adatte alla zona e alle condizioni specifiche, oltre che più idratanti delle creme.