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MICROBIOTA CUTANEO E NUTRACEUTICI

COSMOFOCUS Set Ott Nov

L’organismo umano è colonizzato da un insieme molto nutrito di batteri, che nel complesso risultano dieci volte più numerosi delle cellule che costituiscono il corpo umano stesso.

Questo insieme di batteri e altri microrganismi prende il nome di microbiota e a tutti gli effetti è da considerarsi un organo acquisito dopo la nascita.

Le comunità di batteri sono distribuite in maniera differente nell’organismo, raggiungendo i livelli massimi nel tratto gastro-intestinale. In ogni caso anche la bocca, la vagina e la pelle presentano un numero non trascurabile di batteri.

Nell’intestino, in particolare, abbiamo da 1 a 1,5 kg di biomassa batterica, che costituisce più della metà del peso secco delle feci.

Il tratto intestinale rappresenta un’importante interfaccia tra il mondo esterno e l’organismo, che viene regolata dalla normale barriera presente a livello della mucosa. Ci sono molti casi in cui questa barriera viene meno, anche solo in parte, portando ad un’alterata permeabilità intestinale. In questo modo diverse sostanze, che in genere dovrebbero rimanere confinate all’interno dell’intestino e quindi espulse con le feci, riescono a superare la parete e a venire in contatto con il sistema immunitario, portando a condizioni allergiche croniche, infiammazione e anche malattie autoimmuni.

Un discorso simile può essere fatto anche per la cute, composta da diverse nicchie che ospitano il microbiota cutaneo costituito da batteri, virus, funghi e, in minima misura, anche acari.

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ISO 16128 - GUIDELINES ON TECHNICAL DEFINITIONS AND CRITERIA FOR NATURAL AND ORGANIC INGREDIENTS AND PRODUCTS: COSA CAMBIA PER LA COSMETICA “GREEN”?

Con la collaborazione della Dott.ssa Corasaniti Noemi - Eurofins

cosmofocus

Il mercato dei cosmetici naturali e biologici è in continua espansione soprattutto grazie alla maggior richiesta da parte dei consumatori di prodotti naturali, ritenuti spesso più sicuri.

Fino a pochi anni fa sussisteva una completa mancanza di riferimento legislativo, perché non erano stati identificati i parametri chepotessero chiaramente stabilire le “condizioni basilari” di un prodotto naturale o biologico. Nonostante questo molte aziende produttrici di cosmetici hanno utilizzato ed attualmente utilizzano claims (quali “natural”, “eco”, “bio”,”green” o ”organic”) grazie ai numerosi enti certificatori (come Icea, Ecocert, CCPB, Demeter) che utilizzano standard europei (come Cosmos e Natrue) di verifica e controllo dell’ingredientistica.

Dopo molti anni di elaborazione è stata pubblicata la norma ISO 16128. L’International Organization for Standardization (ISO), la più importante organizzazione mondiale che redige norme tecniche e standard di riferimento in relazione alle attività industriali, alle tecnologie, alla sicurezza alimentare, all’agricoltura ed all’assistenza sanitaria. In tal caso sono state realizzate linee guida il cui scopo è stato di tentare di far chiarezza sul tema prodotto-ingrediente/naturale-biologico.

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L’UREA: DAL PASSATO AL FUTURO

Da sempre conosciuta, ma scoperta ufficialmente nel 1773 da H. M. Rouelle, l'urea è stata uno dei primi composti organici ad essere isolata allo stato puro ed il primo a essere preparato per sintesi chimica (1828 da Friedrich Wöhler). Questo composto chimico naturale, con formula CO(NH₂)₂, è sempre stato noto poiché prodotto dall’organismo umano in seguito al metabolismo di proteine e altri composti contenenti azoto e poi rilasciato attraverso urina ed sudore.

Nel corso della storia la medicina popolare si è sempre servita dell’urina (contenente urea e basi puriniche) per il suo effetto disinfettante, cicatrizzante ed emolliente sulla cute. L’uso topico dell’urea invece risale al 1915 ma è rimasto sporadico sino alla fine degli anni ’60, in seguito alla pubblicazione di alcuni interessanti studi sulla proprietà dell’urea di trattenere acqua nello strato corneo.

È infatti un importante componente naturale “igroscopico” (capacità di trattenere molecole di acquose) dell’epidermide, dove partecipa al mantenimento dell’idratazione cutanea come molecola chiave del Fattore Naturale di Idratazione (Natural Moisturizing Factor - NMF). Questo è costituito da diverse sostanze igroscopiche e idrosolubili, tra i quali è possibile trovare anche le secrezioni delle ghiandole sebacee e sudoripare. Riveste un ruolo molto importante nell’idratazione: una sua carenza implica una perdita idrica nello strato corneo stimata attorno al 25% e una riduzione dell’elasticità del 66%.

La quantità di urea presente nell’NMF è di circa il 7% ma la sua concentrazione si riduce con l’avanzare dell'età.

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PEPTIDI BIOMIMETICI, REVIEW ED INNOVAZIONE NEL SETTORE DEGLI ANTIAGING

Attualmente la ricerca biotecnologica è molto presente negli ambiti della medicina estetica.

Le innovazioni di settore difatti riescono a mettere a punto molecole sempre più mirate in grado di interagire con le cellule bersaglio in modo puntualmente specifico, inserendosi nei meccanismi di trasmissione dei messaggi tra cellule e mimando l’azione delle sostanze naturali.

Come è noto il trattamento medico con tossina botulinica (definita comunemente “Botox”) ha tracciato una rivoluzione importante sin dal suo ingresso nel mercato a partire dagli anni ’90 ed è sempre stato oggetto di ricerca, nel tentativo di replicarne l’effetto “lisciante”sulle rughe con l’uso di prodotti di “skincare” non invasivi.

Tra le molecole frutto della moderna tecnologia si collocano i cosiddetti “peptidi biomimetici” (PB), quali ingredienti attivi ad azione anti-aging: si tratta di piccole sequenze amminoacidiche di sintesi, ideati allo scopo di “replicare-mimare” l’azione della proteina alla quale assomigliano dal punto di vista strutturale. Nei cosmetici si utilizzanolegati a molecole di natura lipofila, o in alternativa all’interno di liposomi (ovviamente al fine di ottimizzarne l’assorbimento cutaneo).

La principale caratteristica dei PB è fornire un supporto sostanziale alla pelle per il mantenimento della compattezza, agevolando la sintesi delle proteine presenti nella matrice extracellulare.
In dermatologia e in medicina estetica, attualmente, i peptidi sono conosciuti in relazione a tutte le possibili applicazioni per la stimolazione della sintesi di collagene, nonché per gli effetti “botox-like” legati al trattamento delle rughe. In virtù di questo, tra i PB si riscontranoicosiddetti “peptidi segnale”, utilizzati a livello topico per l’incremento di sintesi di nuovo collagene dermico.

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POMODORO…NON SOLO IN TAVOLA!

Diversi studi e ricerche hanno evidenziato a più riprese l'importanza di inserire nella dieta un abbondante consumo di frutta e ortaggi, al fine di preservare la salute ed il benessere fisico, prevenendo così l'insorgenza di malattie cardiovascolari e di alcune forme tumorali.

Negli ultimi anni una grande attenzione è stata rivolta al pomodoro, alimento fondamentale della dieta mediterranea e, da sempre, presente nelle nostre tavole in quanto fonte principale di “licopene”, una sostanza antiossidante che appartiene alla famiglia dei carotenoidi.

Nel pomodoro la maggior quota di licopene è localizzata nella parte più esterna del mesocarpo (parte mediana della parete del frutto, interposta tra l’epicarpo, ovvero la buccia, e l’endocarpo, la porzione più interna).Chimicamente è definito come carotenoide aciclico lineare, caratterizzato da undici doppi legami coniugati, non provitamina A, ovvero non trasformato nell’organismo in vitamina A. In natura (per l’alimentazione nella frutta e nella verdura fresca) si trova sotto forma strutturale di isomeri “trans”.

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ARRIVA L’ESTATE: PELI SUPERFLUI ADDIO!

 

Quando arriva l’estate, la prova costume acuisce il desiderio di liberarsi degli odiatissimi peli superflui e di  esporre un corpo dalla pelle liscia e glabra. Questa necessità, oggi avvertita dalle donne come dagli uomini, ha fatto proliferare studi e ricerche per ottenere metodi di rimozione il più possibile duraturi: dai sistemi più semplici ed economici, come il rasoio (che in alcuni casi recenti assurge ad oggetto di design), fino ad arrivare ad autentici capolavori di tecnologia ed innovazione, soprattutto per la rimozione conosciuta come “permanente” o “progressivamente permanente”.

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ABITUDINI AL SOLE: INDAGINE CONOSCITIVA SUGLI ITALIANI. SAI SCEGLIERE LA TUA CREMA DI PROTEZIONE SOLARE?

 

AIDECO, impegnata oramai da tre anni nella Campagna di prevenzione e sensibilizzazione “Sole Sicuro”, ha commissionato ad IPSOS, Azienda leader nelle ricerche “survey based”, un’intervista telefonica condotta al fine di comprendere come si comportano gli italiani sotto al sole e quanto siano consapevoli dei rischi e dei benefici dei raggi solari.

Sono stati intervistati 110 soggetti residenti in Italia: un campione di 800 casi rappresentato da persone di età superiore ai 18 anni, ed un campione di 300 casi rappresentato da genitori con figli di età compresa tra 0-14 anni.

Da questa indagine, realizzata a Marzo 2016, è emerso che la popolazione italiana pur essendo al corrente dei danni che il sole può provocare, è tuttavia ben lungi dall’avere idee chiare su quali siano i corretti comportamenti da adottare per esporsi al sole in sicurezza, godendo degli effetti benefici che il sole, se preso correttamente, può offrirci.

All’atto pratico sono emerse infatti molte contraddizioni tra teoria e pratica.

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