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LE TINTURE: PRODOTTI “BUONI” O “CATTIVI”?


Le tinture per capelli sono tra i prodotti cosmetici più utilizzati. Inizialmente nate con lo scopo principale di coprire l’incanutimento dei capelli, permettendo così di mantenere un aspetto giovane, oggi sono utilizzate per schiarire o scurire, o semplicemente per “cambiare” il colore naturale della capigliatura.

Prima di spiegare come funzionano bisogna premettere che le tinture non sono tutte uguali.
Vengono generalmente classificate in base alla resistenza della colorazione in:

  • Tinture permanenti (o ad ossidazione)
  • Tinture semipermanenti
  • Tinture temporanee

Le tinture permanenti sono le più utilizzate in quanto coprono perfettamente i capelli bianchi/grigi e permettono di ottenere un ampio range di colori naturali, donando un miglior risultato estetico e soprattutto assicurando una colorazione duratura e resistente.

Sono costituite da miscele di molecole non colorate che, reagendo con agenti ossidanti formano molecole colorate all’interno del capello, dove penetrano grazie  al “sollevamento” delle fibre del capello provocato dall’ambiente alcalino (ammoniaca). Tali molecole, avendo grandi dimensioni rimangono intrappolate all’interno del fusto del capello, quando le fibre si “richiudono”.

Questo tipo di tinture sono vendute in kit costituiti da due flaconi: uno contiene la miscela dei precursori del colore, l’altro contiene acqua ossigenata (agente ossidante) e devono essere miscelati tra loro prima dell’uso. 

Ma come avviene il processo di colorazione? I precursori dei coloranti, grazie all’ambiente alcalino penetrano all’interno del capello dove, a contatto con l’acqua ossigenata subiscono un processo di ossidazione grazie al quale andranno a fissarsi all’interno della fibra capillare modificandone definitivamente (o almeno fino a quando il fusto del capello non ricresce) il colore. 

L’acqua ossigenata svolge un duplice ruolo: da un lato funge da agente ossidante per i precursori dei coloranti, dall’altro schiarisce i pigmenti di melanina, permettendo  la decolorazione del capello (processi che avvengono simultaneamente).

In tal modo il capello risulta schiarito, e pronto per essere colorato.

La tintura va applicata direttamente sulle radici del capello e da lì con l’aiuto di un pennello (che si trova all’interno della confezione insieme ai guanti da usare obbligatoriamente) stendere il prodotto modo omogeneo su tutta la lunghezza dei capelli, dopodiché raccogliere tutti i capelli in uno chignon e rispettare i tempi di posa indicati sulla confezione (in genere circa 30 minuti). Infine si procede al lavaggio del capello sciacquando abbondantemente per eliminare qualunque residuo di prodotto  dal cuoio capelluto.

Le tinture semipermanenti: sono prodotti che colorano i capelli direttamente, senza l'ausilio di processi di ossidazione; non contengono infatti né acqua ossigenata né ammoniaca e sono disponibili in commercio già pronte per l’uso.

Sono costituite da sostanze coloranti, le quali penetrano direttamente nel capello senza necessità di una reazione chimica. A differenza dei coloranti ad ossidazione non raggiungono lo strato più interno ma si limitano a colorarne la cuticola per cui il colore si indebolisce gradualmente con i lavaggi (solitamente durano dai 4 agli 8 shampoos).

Questo tipo di tintura non è in grado di decolorare il capello, né di coprire i capelli bianchi, possono invece essere utilizzate per scurire il colore dei capelli o donare  un riflesso intenso diverso dal colore  naturale.

La modalità di applicazione consiste nel distribuire, sui capelli lavati il prodotto, e lasciarlo in posa per circa 30 minuti, terminati i quali si provvede al risciacquo.

Le tinture temporanee sono prodotti in grado di apportare una lieve modifica  al tono di colore dei capelli, sia quando naturale che artificiale. 

Si tratta di prodotti disponibili in commercio per lo più sotto forma di lozioni (o spuma/mousse) che si applicano su capelli bagnati o umidi senza risciacquo. Sono costituiti da coloranti che hanno poca affinità con i capelli in quanto, avendo un elevato peso molecolare, non riescono a penetrare all’interno delle fibre del capello, ma semplicemente ricoprono la cuticola con un diverso colore  e, proprio per questo motivo,  la colorazione tende a scomparire  in genere già dopo il  primo lavaggio.

I prodotti di colorazione temporanea sono molto facili da utilizzare:  si vendono già pronti per l’uso e non necessitano di essere risciacquati; il formulato deve essere applicato sui capelli e lasciato agire per circa 20 minuti a temperatura ambiente.

Oltre a queste, definite sintetiche, sono molto utilizzate le tinture vegetali, a base cioè di estratti di erbe e piante che non interagiscono profondamente con la struttura interna del capello, ma si limitano a legarsi ad esso mediante legami ad idrogeno.  Questo tipo di tintura però, proprio perché non penetra all’interno della struttura del capello, ha una resistenza temporanea ed è disponibile solo in poche colorazioni.

Tra queste la più diffusa è sicuramente l’hennè,  una polvere che si ottiene dall’essicazione  delle foglie secche di una pianta originaria dell’Arabia,  la Lawsonia Inermis. Tale polvere contiene un principio attivo, il lawsone, a cui si deve l’azione colorante. 

L’hennè, essendo molto affine con la cheratina, si lega ad essa rendendo il fusto del capello più spesso, conferendo quindi un effetto "volumizzante” . L’hennè puro, non dà al capello una colorazione totale ed uniforme come le tinture sintetiche, ma si limita a donare ai capelli dei riflessi rosso-ramati che variano a seconda del colore di base dei propri capelli. La colorazione conferita dall'hennè è unicamente sul rosso, le altre sfumature di colore che si trovano sul mercato, come hennè biondo o nero,  sono ottenute aggiungendo coloranti sintetici o sali di metalli. Questa tipologia di prodotto deve essere ben valutata prima dell’utilizzo poiché, soprattutto in passato, ha determinato problemi di sicurezza legati alla provenienza non certa…come è il caso dei prodotti venduti in canali di vendita non ufficiali (come mercatini, bancarelle improvvisate o comunque fuori dai circuiti della distribuzione convenzionale). Prima di procedere all’acquisto del prodotto dunque si raccomanda di verificare se si tratti di hennè puro, leggendo l’etichetta che riporta la denominazione INCI degli ingredienti, di cui il principale dovrebbe essere il “LAWSONIA INERMIS”.

Molti sono i quesiti e le curiosità che circolano attorno a questa tipologia di prodotti cosmetici. Una delle domande più frequenti riguarda l’utilizzo o meno delle tinture durante la gravidanza. Poiché non esistono studi di sicurezza condotti in donne in questo particolare momento, molti ritengono di voler sconsigliare l’utilizzo delle tinture per capelli in questo periodo. Tuttavia i pareri sull’argomento sono discordanti. Secondo alcuni sono da evitare durante i mesi di gestazione in quanto le sostanze che le compongono vengono assorbite dal cuoio capelluto e possono essere nocive per il feto, secondo altri invece si possono usare tranquillamente. 

In assenza di ulteriori studi chiarificatori è bene avere prudenza, anche se a tutt'oggi, non si segnalano effetti negativi né in donne in gravidanza né tantomeno nel feto indotti dalle tinture per capelli (http://www.farmacovigilanza.org/cosmetovigilanza/corso/0902-01.asp)

Spesso si parla dei rischi connessi all’utilizzo di tinture per capelli, accusate di provocare allergie, irritazioni o problemi più gravi. Tali preoccupazioni erano giustificate soprattutto in passato, quando le tinture per capelli venivano formulate con coloranti metallici (ad esempio il piombo acetato) ed altre sostanze effettivamente rischiose di cui oggi è severamente vietato l’uso. Il progresso e l’evoluzione della cosmetologia, hanno fatto sì che le tinture che oggi si trovano in commercio contengano, oltre ad ingredienti coloranti meno pericolosi, sostanze in grado di proteggere il cuoio capelluto e soprattutto di ridurre l’assorbimento percutaneo dei coloranti, riducendo così possibili effetti tossici. Ma alcuni problemi rimangono, soprattutto per determinate sostanze come la parafenilendiamina (PPD – INCI: P-PHENYLENEDIAMINE).

Va qui sottolineato che il Regolamento n 1223/ 2009 del Parlamento e del Consiglio, così come le precedenti direttive europee, prevede liste positive che obbligano all’utilizzo entro determinati limiti e concentrazioni. Anche le sostanze che colorano i capelli devono essere utilizzate in certe determinate quantità e con limitazioni imposte, come ad esempio per la PPD.

Più delicata è invece la questione riguardante le reazioni allergiche. È possibile che le tinture per capelli (soprattutto quelle ad ossidazione) possano provocare delle reazioni allergiche, ma si tratta di episodi molto più rari e sporadici rispetto al passato, ad esclusione dei fenomeni di sensibilizzazione individuale, per i quali non è possibile prevederne gli effetti. I rischi più gravi sono legati proprio alla PPD che, come già accennato, è un colorante intermedio utilizzato nelle tinture permanenti e semipermanenti, frequentemente responsabili di eczemi o dermatiti allergiche da contatto che a differenza delle irritazioni possono manifestarsi anche in altre aree della cute (reazioni “crociate”).

Una dermatite allergica determinata dall’uso di tintura per capelli  coinvolge principalmente il cuoio capelluto, ma può interessare anche padiglione auricolare e volto, manifestandosi con sintomi quali prurito, bruciore ed arrossamento di tali aree, arrivando nei casi più gravi a edema di volto e palpebre. Anche le mani possono essere colpite, soprattutto nel caso di consumatori che applicano i prodotti di colorazione senza l’ausilio dei guanti e nella categoria professionale degli acconciatori.

In tutti i casi, per evitare il più possibile effetti indesiderati o reazioni avverse legate all’uso delle tinture, si consiglia al consumatore (è riportato anche sull’etichetta dei prodotti di colorazione per capelli) di eseguire un test prima applicare il prodotto, che consiste nell’applicare una piccola quantità di prodotto su una piccola zona cutanea (ad esempio l’avambraccio o dietro l’orecchio) ed aspettare poi almeno 48 ore per la verifica degli effetti cutanei (comparsa di prurito, irritazione, rossore). 

Nel caso in cui dovessero comparire effetti indesiderati va ovviamente evitato l’uso di quel prodotto di colorazione. Se si teme di essere soggetti predisposti all’insorgenza di allergie cutanee, sarebbe opportuno eseguire dei patch test cutanei. Nel caso in cui questa verifica risulti positiva per la PPD o altri ingredienti per la colorazione dei capelli, sarà indispensabile cercare di evitare di entrare in contatto con la/e sostanza/sostanze  a cui si è risultati allergici ed eventualmente utilizzare, su consiglio di un dermatologo, i prodotti più adatti alla propria condizione.

Tra gli effetti negativi attribuiti alle tinture per capelli, oltre a quelli già menzionati, è contemplato il problema di possibili danni al fusto. Effettivamente questo può verificarsi, ma solo se ci si affida a prodotti non sicuri, a personale non qualificato e soprattutto se i capelli vengono sottoposti troppo spesso a trattamenti di colorazione e decolorazione. 

Se la tintura viene eseguita a intervalli regolari (lasciando trascorrere almeno un mese tra un trattamento e l’altro ed evitando altri trattamenti traumatici), il fusto del capello non subirà danni percettibili, soprattutto se protetto con l’utilizzo di balsamo, maschere ed altri prodotti specifici.

Da questo punto di vista, è anche non corretta la convinzione che le tinture facciano cadere i capelli. Le alopecie dei capelli (alopecia androgenetica, areata, etc.) sono determinate da altri problemi legati ai follicoli piliferi o allo stato di salute generale.

In conclusione se le tinture per capelli vengono utilizzate con moderazione e soprattutto acquistando prodotti sicuri, e soprattutto diffidando dei canali di vendita non ufficiali oltre che di operatori non professionisti, non arrecano danni ai capelli, specialmente se vengono protetti con l’uso frequente di balsami, maschere ed altri prodotti che aiutano i capelli a mantenersi sani.

Ultimo consiglio: non avere fretta di cambiare il proprio colore dei capelli,  iniziando magari solo quando i primi capelli bianchi cominceranno a comparire! Di fatto sarebbe meglio che le giovani donne che vogliono cambiare il colore della capigliatura, iniziassero con shampoos colorati e lozioni schiarenti, eventualmente rimandando l’uso delle vere e proprie tinture permanenti solo quando i segni del tempo si faranno vedere…con la comparsa del primo “incanutimento”…