La dermatologia dispone oggi di una migliore conoscenza dei meccanismi alla base del danno da raggi ultravioletti (UV). Possiamo quindi contrastare e prevenire efficacemente gran parte delle patologie cutanee foto indotte sia esse la risultante di un danno acuto che cronico.
La più importante e recente acquisizione in questo campo resta il ruolo patogenetico della radiazione UVA che, attraverso la formazione dei radicali liberi, è in grado di danneggiare il DNA e gli altri bersagli molecolari all’interno della cellula interagendo, insieme all’ UVB, anche sulla capacità immuno-competente della cute. L’azione della radiazione UV si traduce in un complesso meccanismo d’azione che interessa infatti sistemi cellulari molto diversi fra diversi fra loro: dall’acido Urocanico agli enzimi di degradazione della matrice extracellulare, dai meccanismi che presiedono all’apoptosi agli enzimi che mediano le risposte infiammatorie.
L’approfondimento della conoscenza scientifica si è evoluto contemporaneamente alla scienza della fotoprotezione .
Negli ultimi venti anni, i ricercatori impegnati nell’industria cosmetica hanno compiuto enormi passi in avanti, partecipando non solo all’ evoluzione di prodotti oggi apprezzati e prescritti dal medico, ma anche alla stessa ricerca di base fotobiologica.
Oggi, il prodotto solare è altamente efficace in quanto è stato creato non più per una generica fotoprotezione dall’UVB, ma nello stesso tempo, per interagire con uno spettro di radiazione più vasto comprendente anche gli UVA e con particolare riferimento a quelle frazioni della gamma di radiazione UV oggi identificate come potenzialmente più pericolose.
Le molecole che permettono tale azione sono oggi molto più sicure che in passato poiché agiscono sia chimicamente, intrappolando l’energia della radiazione solare, sia fisicamente respingendo tale energia, superando severe prove di fotostabilità, di efficacia e di sicurezza per essere ammesse all’uso dalla normativa europea e di altri paesi.
Grazie alle tecniche di cui si avvale l’industria, tali sostanze sono state rese utilizzabili in prodotti cosmetici gradevoli e di facile applicazione i cui indici di protezione, espressi in maniera chiara al consumatore, sono oggi calcolati con scale internazionali condivise da tutti, anche se non tutto è già definito.
Ma la fotoprotezione moderna non si accontenta solamente di respingere o modulare la radiazione UV, vuole intervenire anche agendo sulla salvaguardia di quei sistemi cellulari che gli UV danneggiano, veicolando sostanze alla cute in grado di interagire con la formazione e l’attività dei radicali liberi che questi producono. Accanto all’azione filtrante o schermante subentra così un concetto diverso : intervenire direttamente a tutela dei meccanismi di difesa cellulari che modulano i processi innescati dalla radiazione UV.
Gli obiettivi della moderna fotoprotezione sono: impedire la perdita dell’immunocompetenza, evitare l’attivazione di sistemi enzimatici che degradano la matrice extracellulare, intervenire sulle risposte infiammatorie che innescano a loro volta altri eventi dannosi e altri ancora.
Oggi una nuova tendenza che si sta facendo sempre più credibile ed attuabile è la fotoprotezione sistemica, ovvero l’integrazione dietetica con sostanze antiradicaliche,
molte delle quali di derivazione vegetale perché la natura ha donato alle piante, specialmente a quelle che vivono in climi torridi ed estremi, le difese per sopportare l’ambiente e le sue aggressioni, comprese quelle derivanti dal sole.
Da quando i radicali liberi sono stati identificati come protagonisti anche nei processi causati dalla radiazione UV, il loro impiego è stato valutato anche in dermatologia e cosmetologia, e continuamente assistiamo alla comparsa di nuove promettenti sostanze che “teoricamente” o praticamente , ma spesso solo in vitro, esercitano un’azione di prevenzione nei confronti dei danneggiamenti causati da queste molecole reattive.
Finalmente oggi, dalle tante promesse siamo passati a quell’evidenza su cui si basa la medicina moderna e disponiamo di certezze su questa nuova tendenza della foto protezione sistemica che non vuole sostituirsi ma integrarsi con quella topica.
Leonardo Celleno
Bibliografia:
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“Aging, skin and sun damage: what's new?”, With F. Serri.
In: A new look at old skin: a challenge to cosmetology 1st International meeting on cosmetic dermatology, Roma 1985, Cosmetic Dermatology Vol.I, 151-156, Eds P. Morganti, W. Montagna, International Ediemme Roma, 1986
“Valutazione preliminare in vitro del fattore di protezione solare di un prodotto cosmetico secondo il metodo di Diffey (Report Sintetico), Stokes and Diffey. Int. J. of Cosm. Science, 199921: 341-351
Colipa, International sun protection factor (SPF) test method, Colipa Guidelines, May 2006
Raccomandazione della Commissione - Racc. 22 settembre 2006, n. 2006/647/CE sull’efficacia dei prodotti per la protezione solare e sulle relative indicazioni G.U.U.E. 26 settembre 2006, n. L 265.
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